L’ultimo ballo

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La tragedia di Duisburg ha avuto l’effetto dirompente di un fulmine a ciel sereno. Incontrare la morte in una giornata di festa, schiacciati dalla massa impazzita all’interno di un tunnel, ci richiama prepotentemente alla realtà. Sono morti 19 ragazzi, tra i quali una 21enne italiana, accomunati dalla voglia di divertirsi e dalla passione per la musica. Le immagini e le testimonianze dell’accaduto sembrano uscire da un brutto incubo di mezz’estate, invece provengono dall’efficiente Germania. Dopo il cordoglio è il momento delle indagini e delle assunzioni di responsabilità.
Fatti del genere non devono più accadere. È necessario che soprattutto i giovani riflettano sulla necessità di usare sempre la testa, anche in quei momenti in cui trasportati dalla gioia e dall’energia vitale, la si vorrebbe quasi spegnere.

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Parchi Acquatici

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Con l’arrivo del caldo torrido nasce l’esigenza di cercare un po’ di refrigerio, magari con un tuffo in acqua o sotto un’ombrellone; per chi non ama le classiche piscine comunali o la salsedine dell’acqua marina, l’alternativa sono i parchi acquatici a tema. La grande sfida è tra Acquaparadise (meglio nota come Canevaworld) e Acqualandia (a Jesolo): il primo ha un buon prezzo (24 euro intero) e una posizione vantaggiosa, in quanto si trova nella zona dei grandi parchi del Garda, di fianco a Moviestudios e a pochi passi da Gardaland. Acqualandia offre invece attrazioni più adrenaliniche, tra cui lo Spacemaker, che con i suoi 42 metri di altezza è lo scivolo più alto del mondo. Durante la discesa, che avviene su gommoni da 3 o 4 persone, si raggiungono i 100 km/h grazie a una pendenza di 60 gradi! E dal primo luglio propone l’offerta 4×3 per tutti i weekend fino alla chiusura del parco. Un po’ più distante per i vicentini, ma altrettanto suggestivo, è l’Acquafan di Riccione: considerato il parco acquatico più famoso d’Europa, propone la stessa offerta della “sorella” romagnola Mirabilandia, ovvero il secondo giorno entri gratis, con la differenza che non si è obbligati a tornare il giorno dopo, ma si può scegliere qualsiasi giorno fino alla chiusura stagionale (prezzo intero 25 euro). Una novità degli ultimi anni è il Parco Acquatico Cavour a Valeggio sul Mincio: si estende su una superficie di 200 mila metri quadri, e offre scenari suggestivi tra cui una spiaggia tropicale in sabbia artificiale. Gli scivoli non sono adrenalinici come quelli degli altri parchi, ma il prezzo (14 euro intero, 16 ad agosto) lo rende il parco acquatico meno dispendioso.
Non importa su quale di questi parchi cadrà la vostra scelta quest’estate: l’importante è tornare ad essere bambini, anche solo per un giorno all’anno!

Leopoldo Drago

Biblioteca Bertoliana

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Nella vita degli universitari vicentini ci sono poche certezze, una di queste è la biblioteca Bertoliania e le sua affollate aule lettura.
C’è chi studia a casa, chi si trasferisce per restare distante dalla facoltà, chi sfrutta le poche aule studio di economia ed ingegneria, eppure passare un pomeriggio in Bertoliana  resta un Must per la maggior parte degli studenti della città.
Le recriminazioni sono molte: sedie scomode, assenza di aria condiziona in estate, pochi accessi a internet, ma in questo senso l’amministrazione si sta muovendo.
A circa una anno dal suo insediamento, Vi Style è tornato a parlare con il dottor Giuseppe Pupillo, Presidente della Bertoliana.
Quali sono le iniziative che caratterizzano di più questo suo primo anno?
“La Bertoliana ha molte attività perciò fare un bilancio richiede molto tempo e si rischia sempre di tralasciare qualcosa. L’avvenimento di quest’anno è l’inventariazione di 45 archivi storici per lo più provenienti da famiglie Nobili che hanno donato nei secoli molto materiale alla Bibblioteca.
Si tratta di un progetto iniziato nel 2007 dal mio predecessore Il dottor Giulianati,  cui va parte del merito insieme alla generosità della CariVerona che ha in parte sponsorizzato una lavorazione di  due anni e tre mesi.
L’inventarizazzione di questi documenti è un fatto molto importante. La biblioteca gli ha sempre conservati ma in questi decenni mancavano gli sturmenti per poter conoscere  questi materiali che come datazione partono dal 1200 circa al 1800.
per dare un idea della quantità si può dire che nell’insieme  si ha più di un km di faldoni, oltre 2200 documenti tra cui molti disegni e mappe che indicano il cambiamento nei secoli della città.
L’archivio sarà presentato e messo a disposizione  degli studiosi di storia questo autunno con un iniziativa di alto profilo scientifico.”

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Feste Rock

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L’estate del rock sta per cominciare. In tutta Italia botteghini e compagnia di distribuzione sono prese d’assalto, gli appuntamenti in calendario non sono pochi.
In Veneto, sull’asse Padova-Vicenza si rinnova l’appuntamento con il festival di Piazzola sul Brenta che vedrà la partecipazioni di grandi stelle della scena internazionale del passato e del presente.
Il menestrello del rock Bob Dylan, la sacerdotessa Patti Smith, eclettico Ozzy Osborne, ma anche il talento, tutto italiano, di Malika Ayane, sono solo alcuni dei grandi nomi che saliranno sul palco del festival.
A trovarseli li, tutti in fila sulla locandina dell’evento, viene da chiedersi come faccia un piccolo centro della provincia patavina ad attirare un tale numero di stelle. Se non stupisce che molti artisti di richiamo inseriscano nei loro tour l’universitaria Padova, il festival di Piazzola sul Brenta resta un mistero, tanto più che in province come quella di Vicenza, i grandi concerti restano eventi più unici che rari.
“Ci sono molti motivi per cui si privilegia Padova e provincia per questo genere di eventi- spiega Andrea Benesso portavoce di Zed Emotion, compagnia che cura l’organizzazione e la promozione del festival-in primo luogo c’è il fattore demografico. In oltre Padova attira per le università molti studenti, ha certamente ottime strutture come quella del grande teatro. Piazzola poi, geograficamente è in una posizione ottimale perché è facilmente raggiungibile sia da Est che da Ovest . In quanto hai nomi internazionali, essi dipendo dalla capacita di Zed di muoversi da anni a livello internazionale.”
il miscuglio di ragioni: demografia, strutture contesto geografico, tuttavia non spiegano, non del tutti almeno, come una cittadina di 10.947 abitanti possa attirare leggende della musica internazionale, mettendo in ombra, l’offerta di città come Vicenza.
Del resto lo stesso Benesso, che pur non esclude la possibilità futura di immettere in questo circuito la provincia del Palladio, ammette: “ Al momento non abbiamo progetti per Vicenza, anche se non lo escludiamo per il futuro.”
Anche per quest’anno, le feste rock saranno per lo più le uniche padrone del palcoscenico cittadino.
I vari Nettarock, Spiorock, Ferrock, riviera folk festival, restano la spina dorsale dell’intrattenimento estivo di Vicenza.
Se il festival biblico e gli eventi ad esso collegato hanno, anche da un punto di vista concertistico, animato la primavera cittadina, gli amanti della musica pop, nel senso di popolare, sono costretti a migrare spesso verso altri lidi.
Qualcuno ricorderà i gruppi pop a Monteberico, o, solo per chi ha buona memoria, il concerto degli Oesis al menti, appuntamenti spazzati via dalle falde del bilancio comunale.
“Quest’anno abbiamo deciso di collocare alcuni eventi gratuiti, come il concerto di Noa, in primavera- Spiega l’assessore Francesca Lazzari- anche per diversificare le proposte del territorio considerando anche le province vicine. Il problema dei grandi concerti è che costano cari. Non solo per i costi, ma anche da un punto di vista di biglietto. Il bilancio di quest’anno deve per forza essere rigoroso. Inoltre, non abbiamo ancora uno spazio adeguato.
Inserire alcuni appuntamenti in primavera è stata una scelta che permetteva di non mettersi in competizione con realtà come quella di Piazzola sul Brenta, che resta comunque una meta facilmente accessibile anche ai Vicentini. A breve, comunque, l’amministrazione annuncerà alcuni programmi per l’estate. Senza, ovviamente, contare l’impegno nelle feste rock che restano un appuntamento vicentino.”
Non resta,dunque, che attendere, magari facendo un salto a Piazzola, sulle tracce di un rock senza tempo. Perché quella che ci attende, in città o altrove, può ancora essere una stagione di passione infinita.

Pietro Omerini Zanella

Tutti al mare, è il momento di fare festa.

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Ufficialmente l’estate non è ancora iniziata, eppure, pantaloncini e maglietta hanno già sostituito il vestiario primaverile, le vancanze sono alle porte e magari qualcuno è già partito.
Anche il popolo dei party si trasferisce sulla spiaggia.
In città gli aperitivi e le feste non mancano, ma anche per questa stagione il must resta la festa sulla spiaggia.
Del resto perchè negarsi un pomeriggio di sole e l’appagante sensazione di camminare sulla sabbia  mentre si fa un po’ di festa?
Anche chi resta bloccato nel grigiore dell’asfalto, senza potersi permettere una fuga caraibica, ha qualche diritto.
Sole, mare, buona musica, sono a portata di mano, anzi a portata di auto, basta tenersi informati sugli eventi migliori, o più semplicemente scegliere uno dei tanti locali del Lido e buttarsi.
É, forse, dovuto a questo, oltre alla musica e all’atmosfera, il successo di molti locali on the beach.
Dieci anni fa, Rimini e Riccione attiravano a se i “festaioli” di tutta Italia, lasciando solo qualche  briciola alle realtà minori. Da qualche anno, la Capannina, storico locale di Jesolo, non è più una capitale nel deserto. Le spiagge venete, da sempre considerate mete per famiglie e anziani, si sono aperte al mondo dei   party sulla spiaggia.
Andiamo allora a scorrere i migliori appuntamenti di questa stagione nelle nostre spiagge.
Questo sabato, come del resto ogni settimana, al 7.2 dj Thorn e co, animeranno l’arena beach di Sottomarina.
Nessuna grande novità rispetto al formato tradizionale dell’intrattenimento offerto da questo locale, ma se non ci siete ancora andati, o se non avete di meglio da fare, l’esperienza è quanto meno suggestiva.
Sempre a Sottomarina, il 24 luglio, spazio alla musica live con il trionfatore di x Factor Marco Mengoni, ed il 4 agosto con Valerio Scanu, trionfatore del  Festival di San Remo.
I due cantanti  giovani ed italiani, faranno da contro altare alla disco anni 80 della due giorni, “King of the diga” . La manifestazione alla sua settima edizione si terrà dal 2 al 4 luglio.
Il 1 agosto la festa si sposta in quel di Jesolo con il Jesolo Beach super star dj,  la spiaggia di Faro ballerà ai piedi del Dj Sven Vath, cui toccherà l’ardua prova di non far rimpiangere i Chemical Brothers visti un anno fa.
Se le feste rock, quelle cittadine, non bastano l’uscita di emergenza, anche quest’anno, sembra, dunque, assicurata.

Univeneto

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Ecco come cambierà l’università in Veneto.
L’unione fa la forza. Questo è il credo dei quattro Magnifici. Niente a che vedere però con Power Rangers  ed eroi dei fumetti, i protagonisti in questione sono i rettori delle università venete: Padova, Verona, Venezia Ca’ Foscari e Venezia Iuav.
L’obiettivo è rilanciare l’università nella nostra regione migliorando l’offerta formativa e ottimizzando i costi. Per farlo hanno deciso di unirsi stipulando un patto federativo che darà vita alla fondazione UNIVENETO. Una sfida ambiziosa che guarda all’intero Nord Est. L’intento è quello di coinvolgere anche Trieste, Trento e Bolzano all’interno dell’associazione “Sistema universitario NordEst”. Ma i rettori guardano anche oltre. L’altro ambizioso obiettivo è quello di realizzare una macroregione universitaria europea, in collaborazione con le regioni europee limitrofe, col fine di favorire la ricerca e la mobilità degli studenti. Se l’orizzonte è molto ampio il cuore pulsante rimane la nostra regione. I Magnifici puntano a mettere in campo azioni comuni per migliorare la qualità del servizio offerto e confidano in un riconoscimento importante da parte dell’amministrazione regionale. Nel frattempo hanno già preparato una bozza da sottoporre al Governatore Zaia.
Univeneto non guarda solo al pubblico e si affaccia anche sul mercato chiedendo all’impresa di investire sul patrimonio intellettuale che produce l’Università. I rettori cercheranno la sponda di Confindustria Veneto e di Unioncamere. La prima ha già risposto entusiasticamente tramite il proprio presidente regionale, Tomat.
“Già nell’anno accademico 2011/2012 inizieremo a costruire un’offerta formativa congiunta – ha spiegato Giuseppe Zaccaria Rettore di Padova – vogliamo dar vita ad un vero e proprio Erasmus Veneto per permettere agli studenti di arricchirsi attraverso le offerte didattiche di ciascun ateneo della Regione. Seguiremo le medesime norme che attualmente sono adottate a livello internazionale”. Sarà quindi possibile per uno studente padovano poter frequentare il corso di cinese a Venezia, così come per un veneziano, un corso di cooperazione allo sviluppo con sede nella città del Santo. Saranno costituite scuole di dottorato a livello regionale, così come saranno potenziate azioni concertate di istruzione post laurea e nella lifelong learning, la formazione continua. Univeneto mira a coordinare anche l’attività di ricerca attraverso iniziative integrate in alcuni settori strategici: verranno collegati i laboratori dei diversi atenei per sviluppare programmi comuni di collaborazione. Sinergia è la parola d’ordine anche quando si parla di servizi agli studenti: segreterie didattiche, biblioteche, azioni di orientamento. Le Università del Veneto vogliono fare squadra anche nel marketing internazionale con il fine di “accaparrarsi” i migliori studenti e insegnanti stranieri.
 “Nessun miracolo”, dichiara Zaccaria. Il documento strategico di Univeneto dovrà ottenere il placet dagli organi collegiali dei singoli atenei: dovranno esprimersi i senati accademici ed i consigli di amministrazione. Solo allora si potrà passare dalla carta alla fase operativa. Il Rettore Zaccaria ammette che non saranno tempi brevi, “ma da qualche parte bisogna pur cominciare”. Buon lavoro!

Andrea Guglielmi

Università, giovani e Draghi

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Lo ha detto anche Draghi, Mario, il Governatore della Banca d’Italia:” la crisi la pagano i giovani”. Manca il lavoro.     Dal 2001 i dati sull’occupazione giovanile non erano così bassi. Le università vanno riformate, lo dicono tutti, anche quelli che sostenevano a gran voce la riforma precedente.
Detto che la crisi c’è, e che la bacchetta magica non ce l’ha nessuno,  viene da chiedersi come mai i pensatori di destra di sinistra e non solo, si accorgano del problema giovani solo ora.
Una risposta banale, semplice e populista, è che i giovani non stanno al potere, ossia sono distanti dai centri del potere. In altre parole, lo svecchiamento della classe politica, atteso, auspicato,  promesso e mai mantenuto, non si può’ più rimandare. O forse no?
Dati anagrafici alla mano, il nostro Paese ha una popolazione sempre più attempata, la vita media si è allungata, i giovani diminuiscono e sono una porzione di elettorato poco appetibile, se non proprio trascurabile.
Il loro, il nostro, potere decisionale è pari a zero, poiché alla mancanza di rappresentanti nelle sedi decisionali si abbina anche il non avere un moneta di scambio da offrire a chi le leggi le pensa e le scrive.
Il richiamo del Governatore Draghi, è da questo punto di vista importante, anche se non risolutivo.
Investire sul futuro è, un obbligo morale, oltre che l’unico modo di garantirsi la sopravvivenza. Sembra ovvio, ma i numeri della crisi sembrano mostrare un’Italia che al di là dei buoni propositi non si muove in questa direzione.
Aspettando che la demografia della popolazione cambi, in questo l’immigrazione giocherà un ruolo decisivo, occorre chiedersi cosa i diretti interessati possano fare.

Negli anni sessanta la rivoluzione culturale che attraversò il mondo partì proprio dalle Università, ma erano altri tempi, capelli lunghi e jeans a zampa sarebbero improponibili ora… L’impegno sembra essere passato di moda, almeno per i più, ma l’esigenza di esserci , di marcare stretto chi decide, di discutere è grande.Urge tornare protagonisti. E’ questo, forse, il miglior insegnamento che si può’ trarre da questa crisi.
Ecco perché il richiamo di Draghi, è prima di tutto un monito a noi, alle nuove generazioni.
No “taxations without representation” dicevano, e dicono, gli americani e allora, visto che la crisi la pagano i giovani, forse, è il caso di far decidere loro qualcosa.

P.O.Z

Erasmus Day Live

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Un mese di cultura e di arte per avvicinarsi all’Europa

Europa uguale arte e cultura. Europa come mobilità e scambio culturale ma soprattutto Europa come giovani.
Dal 14 Maggio al 12 Giugno si svolgerà a Torino l’”Erasmus Day Live“. Un mese di meeting, conferenze, concerti e proiezioni. 725.000 studenti coinvolti, 30 università e 31 nazioni.
Numeri importanti. Tanti giovani che si riverseranno, con tutto il loro carico di energia, sul capoluogo piemontese.
La manifestazione è promossa dall’Unione Camere Esperti Europei (U.C.E.E.) e organizzata dall’associazione culturale Erasmus Day Live.  L’intento è quello di promuovere la cultura europea utilizzando metodi non convenzionali. Il progetto Erasmus è il suo naturale punto di partenza, in quanto è un’inesauribile serbatoio di capitale umano e di esperienze positive. Il progetto è realizzato in collaborazione con il Parlamento Europeo e il Ministero della Gioventù, con il patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e della Rai.
Nell’Unione Europea gli studenti universitari sono circa 12 milioni. Più della metà dei cittadini dell’Unione di età inferiore ai 30 anni (poco meno di 83 milioni di persone su un totale di quasi 500 milioni) è costituita da scolari e studenti.
Il programma Erasmus, lanciato dalla Commissione Europea nel 1987 si pone come obbiettivo centrale la promozione della mobilità degli studenti. La mobilità degli universitari, dei giovani artisti, delle opere e dei prodotti artistici è solo uno dei tre obiettivi principali dell’ Erasmus Day Live. Gli altri due riguardano la promozione del concetto di cultura europea e il sostegno per i corsi di preparazione ai concorsi UE.
“Spesso la cultura promossa attraverso i canali convenzionali non è recepita e non suscita l’interesse che merita fra i giovani; il nostro obbiettivo – affermano gli organizzatori dell’evento – è quello di avvicinare, più che i giovani alla cultura, la cultura ai giovani, immergendola in contesti attraenti di musica e spettacolo e cercando di viverla come un nuovo
elemento di tendenza. Il motore di Erasmus Day Live – continuano gli organizzatori – è costituito dalla stretta collaborazione con le Università di tutta Europa. Ciò permette di coinvolgere il mondo dei giovani attraverso iniziative di carattere culturale e informativo proposte in modo semplice e dinamico.”
Torino è stata scelta durante la riunione del European Youth Forum, tenutasi a Rotterdam, che ha proclamato la città della Mole, capitale Europea dei giovani del 2010.

Andrea Guglielmi

La capitale dei giovani europei

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Il titolo di Capitale Europea dei Giovani viene assegnato dal www.youthforum.org Forum Europeo dei Giovani (YFJ – Youth Forum Jeunesse) a una città europea che ha dimostrato di avere una solida programmazione di politiche e attività destinate alle giovani generazioni.
Il riconoscimento dura un anno.
Il Forum Europeo dei Giovani è un’organizzazione composta da associazioni che promuovo gli interessi dei giovani all’interno dell’Unione Europea, del Consiglio d’Europa e delle Nazioni Unite.
Nel 2008 viene designata come prima Capitale Europea dei Giovani Rotterdam.
È proprio nella città portuale olandese che il 15 novembre del 2008, la città di Torino è stata designata come Capitale Europea dei Giovani per il 2010. Il risultato è arrivato grazie alla collaborazione tra gli assessorati alle Politiche Giovanili di Regione Piemonte e Comune di Torino. Il titolo scelto per la manifestazione, che si svilupperà durante tutto l’anno, è “ Torino:Your Time”. Ad attendere i giovani ci sarà un calendario ricco di appuntamenti e di date da segnare sulla propria agenda. La cultura e l’arte sono al centro della manifestazione ma sono previste anche iniziative riguardanti il cibo, lo sport e le nuove tecnologie. Un’attenzione particolare è stata riservata al rapporto con l’ambiente e alla lotta all’inquinamento. Torino darà l’opportunità a tutti i partecipanti (italiani e stranieri) di confrontarsi con culture diverse, di approfondire la conoscenza del patrimonio culturale italiano e celebrare i valori europei. L’Europa finalmente sembra essersene resa conto e ci chiama a raccolta dicendo: “è il vostro momento. Your time.”

Per maggiori info e per  il calendario completo degli eventi : www.yourtime2010.com

Andrea Guglielmi

Made in… Boh!

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Entrando in un negozio di abbigliamento si finisce col fare un ripasso di geografia: made in China, Tunisia, Thailandia e Bangladesh. E il made in Italy? C’è, ma per scovarlo bisogna guardare attentamente o andare a colpo sicuro.

Le nuove generazioni sembrano essere completamente disinteressate alla provenienza di un capo di abbigliamento. Sono attente quasi esclusivamente all’estetica e al prezzo. Il dove, come e quando viene realizzato un jeans o un maglione non rientra quasi mai nei loro pensieri. Commessi e titolari dei negozi assistono silenziosi, in ossequio alla due regole d’oro del buon commerciante: “il cliente ha sempre ragione” e “per magnare bisogna fare schei“. La tutela e la valorizzazione del made in Italy non è in cima alle loro priorità e se un cliente desidera una cosa è giusto, oltre che conveniente, assecondarlo. In realtà la maggior parte di loro è convinta della più alta qualità del nostro prodotto nazionale, e dell’importanza di acquistare italiano, ma vista la crisi e la mentalità dei clienti è meglio non porsi troppo il problema. Vorrei ma non posso, sembra essere il loro pensiero comune; sarebbe giusto indirizzare chi compra ma a voler essere guidato verso una scelta “consapevole” deve essere prima di tutto il cliente, il commesso è solo un esecutore di desideri altrui. Questione di cultura e di sensibilità insomma. In realtà c’è una differenza importante tra le boutique e gli altri negozi. Nelle prime, visti i prezzi e la disponibilità di spesa di chi vi entra, si riscontra un’attenzione maggiore per i particolari e per l’origine del prodotto, qui anche il negoziante è più attento nel fornire tutte le delucidazioni in materia.

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