
Una notte storica, quella degli oscar 2010 dove per la prima volta il premio più ambito, ovvero quello della miglior regia se l’è aggiudicato una donna: Kathryn Bigelow che ha conquistato anche il premio per il miglior film per Hurt locker. Una serata in cui è passata alla storia come “Lady oscar” proprio alla vigilia della festa della donna, vincendo la concorrenza con il grande favorito Avatar diretto dall’ex marito James Cameron, colui che è giunto all’evento dall’alto dei riconoscimenti ricevuti per il suo film, campione d’incassi di sempre, al quale sono andati solamente tre premi.
Non c’erano mai stati nella storia un così alto numero di candidati al il premio per il miglior film, oltre ad Avatar gli altri “esclusi” sono stati il melodramma sportivo The blind side; il capolavoro di Quentin Tarantino Inglorious Basterds; il cartone animato targato pixar Up; District 9 di Neill Blowkamp; An education di Lone Servigi; A Serious man di Joel and Ethan Coen; Tra le nuvole di Jason Raitman e infine Precious, di Lee Daniels.
Il film dell’anno è dunque, contro tutte le aspettative Hurt Locker che narra la storia di un gruppo di artificieri che operano in Iraq e della dipendenza di uno di loro dalla scarica di adrenalina che gli permette di disinnescare gli ordigni di guerra iracheni.
A Hurt Locker sono andate in tutto sei statuette oltre a quella di miglior regia e miglior film; quella per la miglior sceneggiatura originale, miglior montaggio, miglior suono e miglior montaggio del suono.
La Bigelow si gode così il frutto del suo lavoro, iniziato dalla mostra del cinema di Venezia non entusiasmando in Italia, ma trovando poi il suo riscatto in un momento in cui la guerra in Iraq è un tema poco toccato; nella serata più bella della sua vita dedica il suo film a tutte le donne e gli uomini del mondo che portano un’uniforme, non solo ai soldati, ma anche ai vigili del fuoco che danno sempre una mano quando c’è bisogno.
Il premio di miglior attore se l’è aggiudicato, rispettando i pronostici Jeff Bridges, mentre le due statuette per i migliori attori non protagonisti sono andate a Christoph Waltz per l’interpretazione della parte del generale “Landa” in Bastardi senza gloria e a Mo’Nique, recitando nel film Precious.
Il premio di miglior attrice invece, a sorpresa se l’è aggiudicato Sandra Bullock andando contro tutte le critiche che davano la sua carriera per finita.
Nella grande notte degli oscar c’è spazio anche per due italiani, che rendono onore al nostro paese con il premio di miglior fotografia in Avatar per Mauro Fiore, di origini calabresi, che trasferitosi negli states ha costruito le basi della sua scalata al successo nella scuola di Janus Kaminscky. C’è poi Michael Giacchino, che si è aggiudicato il premio per la miglior colonna sonora del cartone animato up, strappandolo all’altro italiano Marco Beltrami candidato all’oscar per la colonna sonora di The hurt locker; Giacchino è di origini Abruzzesi e Siciliane, durante il suo discorso sul palco invita i giovani a non rinunciare mai ad inseguire i proprio sogni e a combattere per ciò in cui si crede, aveva già ottenuto la nomination all’oscar per la colonna sonora di ratatouille nel 2008.
Filippo Nordera