Giovani veneti nel mondo

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Si è concluso con successo il V° meeting dei giovani veneti residenti all’estero.

Rinsaldare l’identità veneta legandola al processo d’integrazione europea. Guardare al futuro partendo dalla valorizzazione delle proprie radici. Questi i due obiettivi di fondo del V° meeting dei giovani veneti nel mondo, svoltosi a Bruxelles dal 27 giugno al 3 luglio.
Anche quest’anno la Regione del Veneto ha chiamato a raccolta le nuove generazioni, figli o nipoti di emigranti, portandole nel cuore dell’Europa unita. Dopo Belluno, Montevideo e Venezia i giovani delegati delle associazioni che si occupano, in regione e all’estero, dell’emigrazione veneta hanno continuato i lavori iniziati nel 2006 nel primo meeting di Rovigo. Una settimana ricca d’incontri e momenti formativi, conclusasi con la partecipazione del neo assessore regionale ai Flussi migratori Daniele Stival.
“I giovani oriundi veneti nel mondo e quelli residenti nel territorio regionale sono una risorsa, un motore propulsivo – ha sottolineato l’assessore Stival – e noi dobbiamo utilizzare al meglio il loro entusiasmo partecipativo. L’attuale situazione di crisi economica e di difficoltà operativa per le amministrazioni pubbliche mi suggerisce in particolare due riflessioni: la prima è che questi appuntamenti non possono essere autocelebrativi e fini a sé stessi, ma vere e proprie sedi di lavoro e di programmazione di quelle attività che producono benefici concreti e tangibili per le nostre comunità; la seconda è che le politiche regionali in questo settore debbono sempre più tendere al raggiungimento di obiettivi di interesse economico e commerciale. L’identità veneta stimola sicuramente approfondimenti di carattere culturale, ma il nostro dna si traduce anche in voglia di fare e di progredire, nella sfida per lo sviluppo che i veneti hanno sempre accettato e spesso saputo vincere”.
E proprio seguendo le linee guida tracciate da Stival, i delegati hanno risposto sottolineando il tema dell’imprenditoria. Nel documento conclusivo, tra le altre cose, hanno espresso la volontà di proseguire con il progetto “Globalven“, la banca dati online dei giovani professionisti veneti. Questa iniziativa, gestita dall’associazione Veneti nel Mondo di Camisano vicentino, ha già raccolto i profili di oltre 800 professionisti di origine veneta residenti in tutti i continenti, registrando una media di 100 nuovi iscritti al mese. Sempre sulla stessa lunghezza d’onda il Coordinamento dei giovani veneti all’estero, su impulso della rappresentanza canadese e australiana, ha proposto di realizzare degli stage lavorativi rivolti ai giovani della nostra regione, da effettuarsi all’estero presso aziende gestite da imprenditori veneti; un modo per apprendere una lingua straniera lavorando e un’occasione per rinsaldare il legame con le nostre comunità sparse per il mondo. È stato chiesto inoltre di  sviluppare un progetto sul business e marketing in collaborazione con Unioncamere. Altra iniziativa sottoposta all’attenzione della Regione riguarda un corso di formazione per la cultura, l’identità veneta e la lingua italiana rivolto a 13 giovani indicati dalle federazioni venete all’estero.

“La nostra volontà – spiega ancora Stival – è di consolidare le iniziative di interscambio giovanile e di garantire borse di studio in Veneto o in quei paesi dove è forte la presenza delle nostre comunità, proprio in un’ottica di crescita e di formazione culturale e soprattutto economica”.
Durante il meeting i giovani hanno partecipato ad incontri formativi riguardanti il ruolo e le funzioni di Unioncamere, quello delle istituzioni europee, i programmi di cooperazione europea nel campo della gioventù, dell’istruzione e della formazione, la politica commerciale dell’UE e il marchio di origine dei prodotti nelle normative WTO. 
Il momento conclusivo dell’incontro internazionale è stata la commemorazione delle vittime del Bois du Cazier a Marcinelle; la miniera nella quale l’8 agosto del 1956 morirono in un tragico incidente 262 minatori, di cui 136 italiani. Un omaggio a quello che senza ombra di dubbio può essere definito come un monumento al sacrificio e al lavoro italiano.

Andrea Guglielmi

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